Come si calcola la data presunta del parto
Il calcolatore usa la regola di Naegele, il metodo che ostetriche e medici usano da quasi due secoli. Si parte dal primo giorno dell'ultima mestruazione e si aggiungono 280 giorni, cioè 40 settimane. Il risultato è la data presunta del parto, che nei referti trovi spesso abbreviata in DPP.
La regola presuppone un ciclo di 28 giorni, con l'ovulazione al quattordicesimo giorno. Se il tuo ciclo è più lungo o più corto, di solito si sposta anche l'ovulazione, e il calcolatore sposta la data del parto della stessa differenza. Con un ciclo di 32 giorni, per esempio, la DPP slitta in avanti di 4 giorni.
Se conosci il giorno del concepimento, il calcolatore conta invece 266 giorni (38 settimane) a partire da quel giorno. Dopo una fecondazione in vitro usa la data del transfer e l'età dell'embrione, perché il momento della fecondazione è noto con esattezza: 261 giorni dopo il transfer di un embrione di 5 giorni (una blastocisti), 263 giorni dopo il transfer di un embrione di 3 giorni.
Settimane e trimestri: come leggerli
La gravidanza si conta in settimane compiute e giorni, sempre a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Ostetriche e ginecologi lo scrivono così: 14+6 vuol dire 14 settimane compiute e 6 giorni. Attenzione al modo di dire: con 14 settimane compiute sei già nella quindicesima settimana. Per lo stesso principio, il giorno del concepimento risulti già a due settimane di gravidanza, almeno sulla carta.
Le 40 settimane si dividono in tre trimestri:
- Primo trimestre: dalla settimana 0 alla 13. Si formano gli organi del bambino e i primi disturbi, come nausea e stanchezza, di solito si fanno sentire con più forza.
- Secondo trimestre: dalla settimana 14 alla 27. Molte persone si sentono più in forze, la pancia comincia a vedersi e arrivano i primi movimenti, spesso tra 16 e 22 settimane.
- Terzo trimestre: dalla settimana 28 fino al parto. Il bambino acquista la maggior parte del suo peso e si sistema nella posizione giusta per nascere.
Una gravidanza si definisce a termine precoce da 37 settimane, a termine pieno da 39 e a termine tardivo da 41.
Perché il bambino probabilmente non nascerà proprio quel giorno
La data presunta del parto è il centro di un periodo, non un appuntamento. Solo 1 bambino su 25 circa nasce esattamente quel giorno. La maggior parte nasce tra 37 e 42 settimane, e i primi figli tendono ad arrivare un po' più tardi del secondo o del terzo.
Per questo molti genitori trovano più utile ragionare in termini di mese del parto, o delle due settimane prima e dopo la data, quando organizzano i congedi dal lavoro o le visite di parenti e amici. In Italia, tra l'altro, è proprio dalla data presunta del parto che si calcola l'inizio del congedo di maternità.
Quando la data cambia
L'ecografia del primo trimestre misura il bambino, di solito dalla testa al fondoschiena (la cosiddetta lunghezza vertice-sacro, o CRL), e confronta la misura con quella tipica di ogni giorno di gravidanza. Nelle prime settimane i bambini crescono a ritmi molto simili, quindi questa misura è affidabile: il margine di errore va da 5 a 7 giorni circa.
Se la data dell'ecografia e quella calcolata dall'ultima mestruazione si discostano più di così, di solito vale quella dell'ecografia. Capita spesso quando il ciclo è irregolare, quando la data dell'ultima mestruazione non è sicura o quando si è smesso da poco di prendere la pillola o un altro contraccettivo ormonale. Se l'ostetrica o il ginecologo ti hanno già dato una DPP diversa da quella che vedi qui, il motivo è quasi sempre questo, e vale la loro.
I limiti di questo calcolatore
Questo strumento ti dà la stessa stima che otterresti con un gestogramma, il classico disco girevole che si usa in ambulatorio. Non può tenere conto di cicli irregolari, di perdite di sangue a inizio gravidanza scambiate per una mestruazione o di condizioni mediche particolari. Sarà l'ostetrica, il medico o il ginecologo a confermare la tua data presunta del parto alla prima visita e alla prima ecografia.